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Le rate del mutuo aumenteranno? Qual è il destino dei mutui nel 2022

Le rate del mutuo aumenteranno? Qual è il destino dei mutui nel 2022

Da 30 anni a questa parte l’inflazione nell’Eurozona non è mai stata così alta come nell’ultimo periodo. L’inflazione è salita al 4,9% e sta mettendo in difficoltà molte persone. Si è già notato un aumento dei prezzi, il caro bollette, ma avrà i suoi effetti anche sulle rate dei mutui.

Bisogna fare una distinzione tra chi ha già un mutuo stipulato e chi sta per firmare il mutuo adesso.

Vediamo insieme quali sono gli effetti sui mutui, se le rate del mutuo aumenteranno e in quale modo.

Quale destino per i mutui a tasso fisso

Chi ha stipulato il mutuo con il tasso fisso non ha da preoccuparsi, perché l’inflazione non modificherà l’ammontare delle rate.

La rata del mutuo rimane invariabile, ma non solo. Il vantaggio durante i periodi di inflazione è soprattutto per i debitori, perché il tasso nominale debitore viene sottratto dal tasso di inflazione, di fatto rendendo il tasso da pagare più basso. In questo modo si riduce la quota reale dell’ammontare da restituire.

La situazione è diversa per chi ha stipulato i mutui a tasso variabile, vediamo in che maniera.

Quale destino per i mutui a tasso variabile

Coloro che abbiano stipulato il mutuo a tasso variabile nel 2021 non hanno visto aumenti di alcun tipo, ma la situazione si fa diversa nel 2022.

Potrebbero esserci variazioni nei prossimi 5 anni, fino al 2027, se prendiamo in considerazione che il tasso Euribor potrebbe aumentare di 90 punti base. Si tratterebbe di un aumento di circa 40 euro mensili per chi ha ancora un debito di 100mila euro da restituire.  Vediamo quali sono le novità per chi vuole stipulare il mutuo nel 2022.

Cosa succede per i nuovi mutui

Cosa bisogna mettere in conto se si vuole stipulare un mutuo adesso? L’inflazione andrà ad incidere sulle offerte dei mutui nel 2022, questo è indubbio.

Se nel 2021 si poteva accedere a mutui con tassi inferiori al 1% oggi questo è impensabile. A inizio 2021 abbiamo visto mutui con tassi intorno allo 0,50%. Attualmente le offerte con il tasso fisso sono intorno al 1,1%. I mutui a tasso variabile restano più vantaggiosi, con offerte che scendono sotto lo 0,50% ma con tutto il rischio dell’impatto dell’inflazione. C’è da dire che l’inflazione avrà un impatto abbastanza lieve e verrà in un certo senso diluita nei prossimi 5 anni. Inoltre la nuova manovra del governo ha prorogato la possibilità di fruire della garanzia per l’accesso ai mutui da parte dei giovani under 36, quindi con diversi vantaggi e agevolazioni all’orizzonte per l’acquisto della prima casa.

Concludendo con un confronto tra Italia e resto d’Europa, gli ultimi dati mostrano una crescita dei tassi fissi più alta in Italia. La media europea è intorno al 1,30%, mentre la media italiana è del 1,42%. La maggior parte dei richiedenti mutuo in Italia sceglie il mutuo a tasso fisso, per questo i mutuatari italiani avranno in realtà poco da temere dall’inflazione.

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