Cessione del quinto

Cattivo pagatore

Cattivo pagatore

Finire negli elenchi come cattivo pagatore può pregiudicare seriamente la possibilità di accedere a prestiti o altre forme di finanziamento.

Di norma gli istituti di credito e gli enti finanziari, prima di concedere un prestito, effettuano una ricerca all’interno dei registri che raccolgono i nominativi di chi non ha rispettato le proprie scadenze creditizie. Se quello del richiedente risulta sulle black list, difficilmente approveranno alcuna forma di credito.

Come si diventa cattivo pagatore?

Importanti novità in tema bancario e creditizio sono entrate in vigore anche in Italia a partire da gennaio 2021, suscitando preoccupazione tra cittadini e imprese.

Fra le nuove norme imposte dall’EBA (Autorità Bancaria Europea), nell’occhio del ciclone è finita quella relativa agli sconfinamenti. Il classico conto corrente in rosso quando si esauriscono i fondi disponibili. Una situazione che, purtroppo, interessa un numero sempre maggiore di persone, colpite prima dall’emergenza pandemica, poi dai rincari energetici e adesso dalle ripercussioni sull’economia globale a causa della guerra in Ucraina.

Le recenti disposizioni stabiliscono che le banche possono segnalare automaticamente come inadempiente, e quindi cattivo pagatore, il cliente che:

  • risulta in rosso sul conto corrente per 90 giorni consecutivi
  • per un importo di almeno 100 euro
  • e se, contemporaneamente, questo ‘scoperto’ è superiore all’1% del credito totale concesso dalla banca (si pensi a mutui, prestiti, fidi, ecc.).

La situazione debitoria dei cittadini, tuttavia, è monitorata anche da altri sistemi di informazione creditizia (SIC), vere e proprie banche dati come CTC, CRIF, EXPERIAN, che registrano notizie e informazioni degli utenti utili a definire la loro affidabilità di far fronte ai debiti contratti.

La segnalazione del primo ritardo di pagamento sul rapporto di credito viene resa visibile sul SIC in caso di mancato pagamento per 2 mesi consecutivi o di 2 rate. Si può essere segnalati anche nel caso in cui si faccia da garante per qualcuno.

Quando ciò accade, uno dei SIC invia una lettera al soggetto inadempiente e lo informa dell’avvenuta iscrizione nel registro dei cattivi pagatori.

E a quel punto – come si suol dire – il danno è fatto.

Quali i possibili rimedi?

Può capitare di sottovalutare la somma delle rate di più finanziamenti, attivati in momenti diversi, e di trovarsi a gestire una debito sproporzionato rispetto alle proprie possibilità.
Il consolidamento del debito è uno strumento utile per evitare che questa situazione deteriori e porti a diventare insolventi.
È una soluzione finalizzata a contrastare proprio il fenomeno del sovraindebitamento.
Si tratta del ‘raggruppamento’ dei finanziamenti in un unico prestito, con la possibilità di dilazionarlo in un lasso temporale più lungo, abbassando la rata mensile.
Ipotizzando di aver contratto tre finanziamenti le cui scadenze mensili differiscono di qualche giorno l’una dall’altra: avremo tre importi da versare in tre date differenti.
Con il consolidamento del debito, invece, tutte le rate saranno raggruppate in un’unica rata e in un’unica data.

Se invece si è dipendenti pubblici o privati con busta paga oppure pensionati, un’altra soluzione è la cessione del quinto dello stipendio/pensione. In questo caso a corrispondere fisicamente la rata mensile sarà il datore di lavoro o l’ente pensionistico, entro la soglia massima di 1/5 dello stipendio/pensione netti percepiti e per la durata massima di 120 mensilità.

Per evitare di diventare un cattivo pagatore e trovare lo strumento più adatto per risolvere una situazione in stallo è consigliabile rivolgersi ad un mediatore creditizio.
Grazie ad un’approfondita analisi patrimoniale, all’accesso a numerose convenzioni bancarie e all’esperienza, saprà individuare il prodotto migliore.

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